Guastalla è ostinata, è prodiga e testarda, è così e non potrebbe essere altrimenti: tutta colpa di un destino inscritto nelle pieghe del suo territorio e della sua gente, che dal fiume impara a essere fattiva, eppure sognatrice, fiduciosa, eppure accorta.

Guastalla è ostinata e a settembre ogni via te lo ricorda: non c’è un angolo che ceda al tempo. Varietà di frutti, fiori, ortaggi, sementi, razze e animali, nulla è perduto, tutto è trattenuto e celebrato nella festa della biodiversità e della enogastronomia di qualità.

Piante e Animali Perduti però è anche il luogo dell’incontro e della sperimentazione, dove i saperi, le scienze e le arti del passato rivivono nei gesti e nelle parole di chi gioca con il tempo, lo sfida, lo reinventa e lo riversa per le strade di quella cittadina così fattiva, eppure così sognatrice.

Il 24 e il 25 settembre, durante la ventesima edizione di Piante e Animali Perduti, toccherà ad Alessandra sfidare il tempo con pietre di fiume, sapone e c’era d’api. Alessandra Campanini è un architetto reggiano, si occupa di progettazione architettonica, restauro e ristrutturazioni con un occhio di riguardo sempre rivolto alla bioedilizia e al risparmio energetico. Docente dell’associazione Bioecoservizi, Alessandra promuove un percorso di apprendimento incentrato sul rapporto tra architettura, pedagogia e psicologia in cui l’approccio materico non è altro da quello emozionale. Da oltre venti anni Alessandra, che si definisce un architetto artigiano, porta avanti la ricerca su materiali, tecniche naturali e antiche con una forte componente di manualità, creatività e intervento dell’uomo.

“La possibilità di progettare e nel contempo realizzare in parte o in tutto l’opera, soprattutto per quanto riguarda l’aspetto estetico di finitura, mi ha sempre attratto e convinto della sua potenzialità espressiva. L’architetto in questo modo trova una nuova veste professionale che unisce la cultura progettuale con la cultura materiale”

E’ forse per questo che la terra cruda sceglie Alessandra e la fa diventare un’esperta nell’arte della sua lavorazione:

“Un altro ambito che ho fortemente portato avanti in questi anni con i miei collaboratori è quello della terra “CRUDA” di scavo per opere edilizie e per finiture e opere di design. La terra, la paglia, il bambù, la canna palustre, il legno, il salice e il nocciolo… questi elementi producono tecniche costruttive estremamente valide e attuali, oltre che artistiche, mutuando le tecniche costruttive in un uso più creativo”

A Piante e Animali Perduti 2016 Alessandra presenterà una lavorazione dal vivo di Tadelakt, antica e pregiata tecnica decorativa marocchina. Si tratta di una finitura di pochi millimetri in calce che si stende su pareti ma anche su oggetti, arredi. La lavorazione ottenuta per mezzo di pietre di fiume, sapone ricavato dalle olive e cera d’api è lunga e svolta tutta completamente a mano. Si può usare solo la calce di Marrakesh in quanto ha proprietà uniche, non necessita di aggiunta di sabbia e per questo mantiene, una volta asciutta, le stesse caratteristiche fisiche ed estetiche della pietra da cui è derivata.

Le mani di Alessandra racconteranno una storia fatta di fuoco, aria, acqua e terra, di una polvere e del suo miracolo:

“La calce si ottiene cuocendo pietre calcaree in fornaci a legna e poi il risultato di cottura viene spento con poca acqua e ridotto in polvere. Questa polvere una volta bagnata reagisce e indurisce ricomponendo un materiale lapideo come era in origine! Il miracolo della calce naturale è sempre questo: fuoco, aria, acqua e terra: i 4 elementi per condurre un ciclo che si chiude ritornando all’origine. L’effetto finale è di grande pregio estetico in quanto viene lavorato a mano producendo una superficie levigata e leggermente ondulata. Come una pietra levigata dall’acqua. Dal punto di vista pratico si ottengono superfici completamente impermeabili cosi è possibile realizzare anche docce, vasche, lavabi in continuità di superficie e volume con pareti e arredi in muratura. Offre dunque anche possibilità progettuali e formali infinite”

Guastalla vi aspetta a settembre; le vie della sua mostra mercato promettono di prendervi per mano tra odori, sapori, forme e colori: è prodiga Guastalla, prodiga e testarda.

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testo di Alce Mora, foto di Alessandra Campanini