A Piante e Animali Perduti, come avviene da alcuni anni, nel settore dedicato agli animali nell’area verde del Palazzo Ducale di Guastalla, sarà presente anche il Cane Lupino del Gigante.

L’occasione è perfetta per celebrare una bella ricorrenza circa il lavoro di salvaguardia di questa razza di cane. Infatti, come spiega  Cristian Ielli che è presidente dell’Associazione Cane Lupino del Gigante, proprio 20 anni fa iniziò il progetto nel suo insieme e festeggiarlo a Guastalla per Piante e Animali Perduti è perfetto.

Giusto due decenni addietro Ielli diede il via all’attività salvando la razza dall’estinzione, prima da solo, poi da alcuni anni grazie all’associazione.

Qualche informazione sul Cane Lupino

I cani lupini rappresentano un’antica razza da pastore autoctona della provincia di Reggio Emilia e hanno la caratteristica di possedere il dono di caratteri vivaci, attenti e buoni con le persone.

Una domanda che viene spesso posta dalle persone è se il lupino è incrociato con il lupo selvatico. Dalle analisi effettuate dal ricercatore Daniele Bigi è emerso che si tratta di una razza antica di cane che non ha niente a che fare con il lupo e nemmeno con altre razze canine conosciute. Si tratta quindi di una razza molto primitiva. Nonostante l’aspetto di alcuni esemplari, che si tratta di un cane lo si può notare anche  dal fatto che ha un carattere molto affettuoso con il padrone.

Sono rimaste 5 tipologie di Lupino che venivano impiegate per mansioni ben precise.

Il barbuto, che grazie al suo pelame foltissimo e lungo, veniva impiegato per parare le pecore, in zone molto umide e piene di insetti, dai pastori che si dirigevano in inverno nelle aree golenali del Po, del Reno e della Maremma.

Il taglia grande che veniva impiegato per la conduzione bovina.

Il taglia media che veniva impiegato per la conduzione ovicaprina.

Il Lupino volpino di taglia medio-piccola,che veniva impiegato sia con gli ovini che con gli equini ,ed era in grado da solo con gli animali al pascolo, senza la presenza del  padrone, di guidare i greggi, sorvegliarli e riportarli a casa alla sera.

Infine, vi era il Lupino a testa pesa che era utilizzato per la guardia alla casa e ai greggi e veniva adoperato anche per  il trasporto di carretti del latte.

“Ovviamente oggi le persone chiedono un Lupino molto raramente per il suo antico mestiere in quanto la pastorizia in provincia e in italia è quasi scomparsa” chiarisce Ielli. “Ma negli ultimi anni si sta verificando un interesse delle persone riguardo questi cani per attività sportive come l’agility o la sheepdog. Altri ancora li stanno utilizzando in protezione civile.

Ovviamente chi desidera un lupino solitamente sono le famiglie con bambini, ma solo per il gioco e la bella compagnia di un bel cane.

Il numero dei lupini è sempre in costante crescita seppur molto limitata. La sua salvaguardia e salvezza sono garantite anche grazie soprattutto alle persone private che hanno preso un Lupino negli anni passati dalla associazione. Alcuni di essi desiderano collaborare nel progetto di selezione e salvaguardia della razza costituito dalla associazione facendo riprodurre il proprio Lupino del Gigante.

 

Il Cane Lupino a Piante e Animali Perduti

A Piante e Animali Perduti sono accolti benissimo dal folto pubblico che visita la manifestazione settembrina, come ci spiega Monia Magnani una delle responsabili della associazione e presenza costante ogni anno a Guastalla. “Il riscontro è molto positivo, meraviglioso” afferma entusiasta.

I cani esposti saranno 3 o 4 ma diversi proprietari hanno già confermato che verranno a trovarci con i loro esemplari. Porteremo cani di taglia grande e taglia media sia a pelo lungo che a pelo corto.

Sarà spiegato a tutti gli interessati le particolarità di questo esemplare, ma in più porteremo la mostra sulla transumanza con reperti storici fotografici sull’utilizzo di questo cane nella sua storia.

L’obbiettivo è far conoscere questa razza il più possibile, lavoro che la nostra associazione porta avanti da anni per evitarne l’estinzione.

 

Il sito è: www.cane-luvin.eu

 

Articolo di Daniele Daolio, foto della Associazione Cane Lupino del Gigante