Echinacee

Hanno la forma di superbe margherite, spesso intensamente profumate, e le farfalle ne vanno pazze. Un cuore irsuto conico o tondeggiante, con tinte dal bruno all’arancione, fino al giallo, e i fiori dai colori vivacissimi che, tranne il blu, coprono tutte le declinazioni dell’arcobaleno. Sono le Echinacee, erbacee perenni originarie del Nord America. Le nove specie botaniche iniziano a fiorire in maggio con petali leggeri e ben distanziati dai colori rosa, giallo e bianco. Piante generose e versatili, adatte anche a climi difficili come quelli della Pianura Padana, hanno esigenze limitate e scarsa necessità di acqua, perfette per i giardini a bassa manutenzione. Ma è durante l’estate e l’autunno che danno il meglio di sé, con almeno due fioriture durante la stagione, a patto di tagliarle a 20 centimetri dalla base appena tendono a sfiorire (generalmente a fine luglio o inizio agosto).
La più conosciuta è l’Echinacea purpurea utilizzata in erboristeria rafforzare le difese immunitarie. Buone compagne di graminacee e rudbeckie, le echinacee si prestano ad essere piantumate in grandi quantità negli sfondi dei bordi misti oppure, per le varietà più basse e compatte, su terrazzi e balconi in posizioni soleggiate. Appartengono alla famiglia delle Asteraceae (margherite) e possono avere petali stradoppi oppure ben separati, all’ingiù o allargati a forma di stella. Hanno foglie lucide e allungate, con gambi vigorosi e prediligono i terreni piuttosto ricchi e argillosi in posizioni soleggiate. Lasciate indisturbate, si propagano vigorosamente e con facilità.
Infinite sono le varietà di echinacee e molte di queste si possono ammirare passeggiando per le piazze e le strade di Guastalla durante Piante e Animali Perduti. Le espongono i migliori vivaisti d’Italia. Come il Vivaio Zanelli (www.vivaiozanelli.com), che ha sede a Montichiari (Bs) nella zona delle colline moreniche che lambiscono il lago di Garda. Nella sua collezione, le serie Summer® hanno i colori decisi e i petali ben delineati e sono capaci di fiorire già dal primo anno. Echinacea purpurea Summer Salsa®, per esempio, ha una forma a pompon straricca e uno squillante colore arancione mentre i fiori di “Summer Cocktail” sono un caleidoscopio di colori che variano dal giallo-arancione al rosa acceso. Più compatte le nuove serie dell’americana “Terranova Nurseries”, come le “Secret Passion” rosa corallo con fiore a pompon e le “Secret Joy” gialle dal cuore sfumato di verde. Di grande effetto in giardino, le “Spider” hanno petali sottilissimi che tendono ad avvolgersi quasi su se stessi, leggere e luminose anche nelle giornate di pioggia.

Aster
Accanto alle echinacee, Vivai Priola di Treviso (www.vivaipriola.it) espone alcune varietà di Aster o settembrini (il loro nome più comune), erbacee perenni robuste, rustiche e di facile coltivazione. Sono infiorescenze a capolino e sembrano miriadi di piccole stelle, bianche, azzurre, rosa, malva, viola, ciascuna con il suo bottoncino al centro, dapprima giallo, poi bruno. Sbocciano a profusione, per settimane, illuminando il giardino sul finire della bella stagione fino a ottobre-novembre. Gli Aster d’autunno sono innumerevoli ibridi e cultivar ottenuti da una manciata di specie, grazie alla paziente attività degli ibridatori – svizzeri, tedeschi, americani ma soprattutto inglesi – e all’inconsapevole lavoro degli insetti impollinatori. Come fuochi d’artificio, questi astri regalano colore e suggestione prima dell’inverno a bordure, aiuole, orti, terrazzi e, una volta recisi, anche ai vasi di casa, chiedendo soltanto un po’ di sole e terreni freschi ma non bagnati. Pier Luigi Priola se ne è innamorato quarant’anni fa e da allora non ha smesso di collezionarli. Tra le più belle, Barr’s Blue ha un fiore grande blu-violetto, Rosa Sieger è declinata in rosa lacca e rossa è Red Cloud (foto in alto), tutte alte da 120 a 150 centimetri. Più piccola e compatta la discendenza di Aster novi-belgi, tra cui Coombe Queen con fiori rosa intenso, Coombe Rosemary che li ha viola e semidoppi, Fellowship, dai grandi capolini rosa tenero, e Notte d’Autunno, tardivo, semidoppio, blu-viola. A questa famiglia appartengono anche alcune varietà basse, da 35 a 60 centimetri, a fiore bianco. Per la poetessa e scrittrice inglese Vita Sackville-West, famosa per la sua relazione tempestosa con Virginia Woolf, gli aster in giardino non potevano assolutamente mancare e Gertrude Jekyll, icona del giardinaggio, vi dipingeva meravigliose, quanto impegnative, bordure autunnali. Ma come utilizzarli oggi? «In grandi masse insieme ad altri fiori autunnali, come rudbeckie, Coreopsis, Helenium e altre margherite, e alle graminacee ornamentali, soprattutto Malscanthus e Cortaderie. Oppure, in grandi siepi nell’orto, come si usava una volta, per poi raccoglierne i fiori», suggerisce Priola, che dà un altro consiglio: «Invece di eliminare i fiori secchi prima dell’inverno, com’è prassi, lasciateli: si copriranno di brina e piccole ragnatele con un effetto molto suggestivo».

Graminacee e piante della nonna

Il vivaio Giardino della Moscatella (www.filippomarroccoli.it) arriva da Altamura (Ba) ed è specializzato in graminacee ed erbacee perenni per ambienti secchi in estate e freddi in inverno e capaci di resistere a lunghi periodi di siccità. Una piccola realtà a supporto del lavoro da paesaggista di Filippo Marroccoli che offre progettazione e consulenza per giardini ecocompatibili. “La finalità del mio lavoro e della mia ricerca – ci spiega – è realizzare giardini a ridotto consumo idrico e a basso impatto ambientale. Oltre a graminacee ed erbacee perenni di nuova selezione sperimento le cosiddette ‘piante della nonna’ della mia terra, la Puglia barese, fra cui iris, Sedum sieboldii, Sedum spectabile, Bergenia, Oxalis, perfettamente adattate al clima locale e quindi poco esigenti in acqua e concimi”. A Piante e Animali Perduti si possono acquistare piantine di Lygeum spartum, una graminacea spontanea nel sud d’Italia, alta 50-60 cm, dalla forma arrotondata e sempreverde. Produce particolarissimi fiori a fiocco che si godono a maggio. Stipa austro italica, invece, regala fiori lanosi che si possono raccogliere, sempre a maggio, e utilizzare come fiore secco (durano anni). Sorgastrum nutans ‘Indian Steel’ è originaria del nord America, alta 100-160 cm, e produce pannocchie bluastre mentre quelle di Schizachyrium scoparium virano al rosso scuro e poi all’arancio in autunno. P. lycia in estate fa cadere del tutto le foglie verde acido e le sostituisce con altre più piccole di colore giallo intenso. L’arbusto si trasforma quindi in una bellissima sfera dorata.

 

Testo di Rita Bertazzoni, foto di Vivai Priola