Durante l’evento Vivi il Verde, in contemporanea a Piante e Animali Perduti 2017 a Guastalla, un gruppo di artisti esporrà le proprie opere. In quell’occasione sarà presente anche il gruppo che lavora alla rivista Radici. Conosciamoli meglio grazie a questa intervista di Francesca Amezzani.

 

Presentatevi un po’: chi siete, che percorso di studi state facendo, quali sono i vostri hobbies, ecc ecc

Serena: Mi chiamo Serena, ho 22 anni e tra poco mi laureo in Scienze Politiche. Vivo a Guastalla da sempre anche se gli ultimi tre anni li ho passati a Padova ed è stata un’esperienza bellissima perché ho potuto vivere la mia indipendenza, conoscere tante persone interessanti ed allargare i miei orizzonti. Tra poco inizierò la magistrale a Parma in “Programmazione dei Servizi Sociali”, spostandomi quindi nel sociale che era quello a cui avevo puntato andando appunto a Padova.

Nicolò: Mi chiamo Nicolò Artoni e sono anche io guastallese. Ho studiato grafica al Toschi e poi in un’accademia a Milano ed ora lavoro come grafico digitale.. infatti mi occupo della grafica di RADICI, anche se ogni volta cerchiamo illustratori diversi per dare spazio a più artisti, essendo la nostra idea appunto far collaborare più ragazzi possibili. Molti artisti sono fissi e hanno collaborato con noi già un paio di volte.

Quindi Nicolò=Arte e Serena=Sociale che sono un po’ le “radici” di questo progetto.

Ma da cos’è nata questa idea?

Serena: Per me era tipo un’idea ricorrente nel tempo: mi è sempre piaciuta l’idea di avere un spazio in cui chiunque potesse esprimersi e condividere un po’ di cultura, dalla creatività, alla cultura, alla musica…

Nicolò: quindi abbiamo pensato ad un canale “nuovo” per fare qualcosa di nostro senza avere vincoli.

Come mai in un’epoca così moderna avete scelto la carta al posto del digitale?

Serena: Appunto per questo: per rivalorizzare qualcosa che sta un po’ scomparendo

Nicolò: volevamo creare qualcosa che fosse più a misura d’uomo. Adesso su internet qualunque cosa pubblichi ha una visibilità di qualche secondo, mentre invece la carta ti permette di valorizzare, di prenderti il tuo tempo, di guardare, sfogliare…

Da quanto tempo stavate pensando di iniziare questa rivista?

Nicolò: Lei già un paio d’anni fa mi aveva parlato di questo progetto, anche perché a lei piace scrivere e io mi occupo di grafica, quindi era un’idea che accomunava i gusti di entrambi.. solo che a causa dello studio e dell’università, l’avevamo un po’ accantonata.

Quest’inverno ci siamo detti “ok lo facciamo”, invece di parlarne sempre, mettiamoci lì e facciamo qualcosa. Infatti la prima pubblicazione è stata totalmente impulsiva: senza sapere nulla ci siamo buttati e abbiamo stampato 200 copie.

Le difficoltà maggiori che avete incontrato?

Nicolò: sicuramente quelle burocratiche: ci è toccato andare in tribunale a Reggio almeno 5 volte.

Perchè voi pensavate occorresse solamente scriverlo, stamparlo e partire, giusto?

Serena: Sì, perché comunque è un progetto gratuito e non chiediamo sponsor a nessuno.

Nicolò: I primi due sono stati finanziati di tasca nostra, mentre dal secondo, con l’evento che abbiamo fatto per sponsorizzare il progetto “Radici Fest” al Livello di Gualtieri, siamo riusciti ad avere un po’ di fondi per la terza pubblicazione. L’idea è appunto questa: fare un evento per sponsorizzare un numero e coi soldi ricavati pubblicare il numero dopo.

Come mai avete scelto il nome RADICI?

Nicolò: Dovevamo trovare un nome che rappresentasse il fatto di unire più cose per un solo scopo e le radici fanno questo, cioè vanno a cercare acqua per portarla a tutto l’albero. E’ stato un brainstorming su Skipe, parole a random e poi l’illuminazione: “Radici! Ok scegliamo questo!”

Chi è il vostro direttore responsabile?

Serena: Il nostro direttore è Lorenzo Costa, un giornalista di Casalmaggiore: la nostra salvezza.

Quando abbiamo iniziato, non calcolando minimamente la parte burocratica, ci siamo ritrovati a non poter andare avanti senza una figura come la sua, perché quando apri una rivista serve necessariamente un direttore responsabile, un giornalista che sia iscritto all’albo e noi, ovviamente, non lo siamo.

Quindi è iniziata una ricerca compulsiva che ci ha portato a trovare lui: fin da subito ci ha fatto i complimenti per la bellissima idea, ha capito il progetto e se ne è appassionato.

Con quanti ragazzi collaborate?

Nicolò: Ad oggi saranno almeno una ventina di persone; però dentro ad ogni singola rivista, in genere, sono dieci: sei articoli, più l’editoriale che lo fa Lorenzo e tre o quattro illustratori.

Tutti collaborano a livello gratuito ovviamente, mossi dalla passione.

Come vi occupate della distribuzione?

Nicolò: Siamo noi stessi a portarlo in giro, nei bar, nei negozi. Adesso inizieremo anche una sorta di collaborazione con le biblioteche e le librerie della provincia e non, in modo da segnalare su internet i punti in cui si può trovare.

Qual’è il vostro obbiettivo a breve termine?

Nicolò: adesso puntiamo a fare crescere RADICI, ad avere più collaboratori, persone che si autopropongano senza doverli andare a cercare; perché alla fine è proprio questo lo scopo del progetto, fare crescere insieme uno spazio comune e gratuito in cui la creatività possa sbocciare e sentirsi libera di esprimersi.

Qual’è il vostro obbiettivo a lungo termine?

Nicolò: Ci piacerebbe che RADICI, da rivista, diventasse un collettivo: ci piacerebbe fare proiezioni di film, creare un cineforum, organizzare attività culturali gratuite o a offerta libera.

Che è questo lo scopo di RADICI, condividere, confrontarsi e scambiarsi idee.

I prossimi eventi a cui parteciperete?

Serena: “Vivi il Verde” il 24 Settembre a Guastalla ed il nostro evento di raccolta fondi a Ottobre. Inoltre stiamo iniziando una collaborazione con un’altra rivista indipendente di Roma.