In occasione della ventesima edizione di Piante e Animali Perduti, che si terrà sabato 24 e domenica 25 settembre, Guastalla aprirà le porte del suo Palazzo Ducale al Gong Fu Cha, l’antica cerimonia cinese del tè. A presentare la cerimonia sarà Barbara Vola, tea sommelier e seconda classificata alla prima edizione italiana della competizione internazionale Tea Master Cup

La cartina del passato di Barbara è disegnata tra il Piemonte e la Sicilia, l’Emilia e la Campania, e poi ancora Francia, Germania, Inghilterra; il presente, invece, guarda tutto all’Oriente. Sono gli anni ’80, Barbara è una bambina e ogni giorno assiste da lontano a un rito destinato a insinuarsi sotto la sua pelle e la sua storia; sua madre infatti ha l’abitudine di ritrovarsi con le sue amiche e vicine di casa per condividere lo spazio di una chiacchera, di un uncinetto e di una tazza di tè.

“La mia passione si può dire che è nata per caso. Fin da bambina si beveva il tè in casa che preparava mia madre alle sue amiche e vicine di casa. Questa usanza non si interrompeva nemmeno quando si andava in vacanza a trovare i parenti in Piemonte. Mia nonna paterna preparava sempre nel pomeriggio una tazza di tè. Credo che mia nonna, classe 1917, abbia appreso questa abitudine nelle Valli Valdesi in quanto i Valdesi avevano rapporti con il nord Europa e in particolare con l’Inghilterra, grande bevitore di tè. Chiaramente, visto il periodo e visto i costi, si beveva esclusivamente tè nero in bustina. Poi alla fine degli anni ’80 bevvi a casa di un mio amico un tè preparato da sua madre, Orsetta, in foglie, si trattava di una nota marca di tè. Ne rimasi sorpresa”

E’ il 1993, Barbara si trasferisce per qualche tempo a Manchester e lì il tè incomincia a diventare un appuntamento, coi sogni:

A Manchester mi si aprii un mondo che chiaramente non conoscevo. Un mondo fatto di tanti tipi di tè in foglie, venduto sfuso in pacchetti da 100 gr e dove tutti, senza farsi tanti problemi, lo preparavano sfuso o con un colino. Chiaramente non vi dico anche quanti tè puri e aromatizzati si trovavano. Io mi innamorai del tè nero alla vaniglia e del tè verde al mango da bere di pomeriggio. Al mattino, invece, scoprii vari tipi di miscele inglesi apposta per la colazione”

Barbara rientra in Italia da Manchester e inizia a vestire tanti lavori: insegnante di nuoto, operaia, cameriera, magazziniera e per 10 anni Receptionist presso alberghi 4 stelle e mentre fa la segretaria fantastica di avere un negozio e sala da tè.

Il sangue piemontese e quello siciliano le hanno lasciato in dote l’attitudine alla praticità e alla versatilità, ma quel sogno d’Oriente ormai spinge sotto la pelle e allora Barbara decide di prenderlo in mano e iscriversi a dei corsi sul tè:

“Mi si aprii un altro mondo, ancora sconosciuto. Un mondo fatto di sapori di tè nuovi e che non avevo mai assaggiato come i tè bianchi, i tè Oolong, il tè Pu’Er. Tè che venivano preparati esclusivamente con il metodo cinese il Gong Fu Cha. Durante il corso imparai a prepararlo sia con la Gaiwan che con la Yixing, le “teiere” cinesi ma anche ad usare lo Chasen, il frustino per preparare il tè Matcha e la preparazione orientale è ben diversa da quella che abbiamo appreso dagli inglesi. Siccome non si finisce mai di imparare mi iscrissi ad un altro corso e cominiciai ad andare in giro per il Nord Italia a fare degustazioni di tè.

E’ l’aprile di quest’anno Barbara navigando su internet inciampa in un articolo che parla della prima gara italiana sul tè, attraverso la quale si può accedere alla finale internazionale, la Tea Masters Cup, a Seul. Barbara trenta giorni dopo è sul treno per Milano, per gioco, senza grandi aspettative: si classifica seconda, indovinando quattro tè su cinque, come la vincitrice, che la batte solo sul tempo.

In occasione di Piante e Animali Perduti, Barbara presenterà il rito cinese del Gong Fu Cha, preparerà il tè usando la Gaiwan e 4 piccole tazzine. Sarà un momento di degustazione, si assaggerà il tè e si proverà a scoprirne i sapori, che sono numerosi e diversi, “Solo nei tè verdi”, spiega Barbara “esistono tanti sapori e un tè di qualità deve avere il suo nome, né più e né meno di un vino. Dire bevo tè verde o tè nero ha lo stesso significato di dire bevo vino rosso o vino bianco”. Barbara non vuole che si parli di tè in termini di rito o cerimonia perché questo porta a pensare a qualcosa di inavvicinabile, inserendo una distanza irriducibile con un momento che è prima di tutto di accoglienza e consapevolezza:

“Il tè è la seconda bevanda più bevuta al mondo, è la bevanda che accompagna in Oriente i pasti, e la bevanda che viene offerta quando vai a trovare qualcuno a casa, come avviene in Italia con il caffè. Quindi per me il tè è in primis accoglienza e, in secondo luogo, consapevolezza, ovvero essere presenti quando si beve qualcosa e cercare di scoprire quello che il tè vuole farti scoprire in quel momento. Il tè muta di sapore cambiando anche solo uno di questi fattori: tempo d’infusione, quantità, temperatura dell’acqua e, aggiungo, la nostra predisposizione. Chiaramente esiste la famosa cerimonia del tè giapponese, il Cha No Yu, che nel corso dei secoli ha assunto dei rituali codificati. Personalmente preferisco il rito cinese più semplice che io trovo ancora più Zen, rispetto a quello giapponese, basato sulla semplicità e sulla sostanza. Accoglienza e consapevolezza: ecco che cosa è per me il tè. Non dimentichiamo poi che il tè si può abbinare benissimo al cibo sia dolce che salato e ho fatto degli abbinamenti con il nostro Parmigiano Reggiano, il Prosciutto crudo, la ricotta e la Spongata”

Che a Piante e Animali Perduti si possa camminare per strade al sapore d’Oriente e di tè l’abbiamo scoperto, adesso non resta che affidarsi a Barbara per percorrerle fino in fondo.

Ricetta tè freddo Matcha-Genmaicha

Ingredienti:

  • 1 cucchiaino di tè verde Matcha-Genmaicha
  • 125 ml litro d’acqua calda a 80°
  • 125 ml di ghiaccio
  • a piacimento un cucchiaino di miele

Preparazione:

Preparare l’infusione a caldo, due minuti. Colare.
Se gradite sciogliere adesso il miele, aggiungere il ghiaccio e farlo sciogliere continuando a girare con il cucchiaino.
Bere subito perché la polvere di matcha non si sciolga e non si depositi in fondo al bicchiere.

 

Testo di Alice Mora, foto di Barbara Vola