Il Palio di San Lucio in occasione di Piante e Animali Perduti è un evento singolare. Qualche informazione nell’articolo che segue, di Fiorello Tagliavini.

San Lucio Martire, protettore dei casari, era un custode di greggi vissuto attorno al XII secolo in una vallata a nord del lago di Como. Questi generosamente donava la parte meno nobile dei residui della lavorazione del latte ai poveri e agli affamati. Un comportamento originale che fu mal interpretato dal proprietario delle greggi che custodiva, interpretato come un vero e proprio furto.
Lucio, andato a lavorare per un nuovo padrone, aveva portato fortuna e benessere a chi l’aveva accolto a braccia aperte credendo nella sua buona fede e nei suoi principi. Fu però aggredito ed ucciso dal vecchio padrone, uomo collerico ed invidioso.
Si tratta di una storia semplice che tendeva a dare il giusto valore al senso di solidarietà ed al lavoro, al significato profondo della carità e del mettersi a disposizione del prossimo.

Il Palio di San Lucio punta alla valorizzazione di una produzione casearia che nel nostro territorio raggiunge un livello d’eccellenza, ed è il confronto fra le forme di Parmigiano Reggiano portate dai caseifici dell’area di produzione. Un confronto che si esplicita negli assaggi anonimi che la commissione di esperti del Consorzio del Parmigiano Reggiano valuterà, esprimendo un giudizio.
Non sarà il caseificio in senso stretto ma la forma che verrà presentata a dare la classifica. Il caseificio che per tre volte nel tempo vincerà la tenzone, terrà il Palio.

E’ nella cornice di Palazzo Ducale dei Gonzaga a Guastalla, alla presenza del pubblico di Piante e Animali Perduti, in una logica di assaggi offerti ai presenti, che si svolgerà il Palio. Su un grande tavolo allestito per l’occasione saranno poste le forme da giudicare, non identificabili. I casari, offrendo con sapiente abilità una dimostrazione delle tecniche di taglio manuale, creeranno spicchi d’assaggio. Questi, raccolti in appositi contenitori, verranno portati alla commissione di esperti.
Si tratta di forme di Parmigiano Reggiano stagionato 30 mesi, un invecchiamento ideale per far apprezzare appieno le qualità di un formaggio le cui origini sono antichissime, già apprezzato dalle corti gonzaghesche. Lo stesso imperatore spagnolo Carlo V chiese a Ferrante Gonzaga, principe di Guastalla che nel 1520 si trovava a Madrid, che gli facesse arrivare il formaggio delle sue terre. Un esempio tra i tanti di come questo nostro formaggio fosse già allora particolarmente apprezzato.

Quella del Palio durante Piante e Animali Perduti è una significativa esperienza che, oltre a dare il giusto risalto a questo straordinario prodotto d’eccellenza, evidenzia il senso di collaborazione ed appartenenza di chi lavora in un settore agroalimentare, in cui i produttori non temono di mettersi in gioco. Poiché è attraverso il confronto che si accentua il desiderio di migliorare, nello spirito di giocosa amicizia da condividere con il pubblico della manifestazione invitato a partecipare.