Si è detto del bilancio entusiastico con risultati sempre al massimo livello anche per l’edizione 2017 di Piante e Animali Perduti appena conclusa. Un successo di qualità e di gradimento.

Quest’anno si sono confermate non solo le previsioni come numero di ingressi ma anche lo standard elevato dei prodotti esposti e delle esposizioni sempre più curate. Una fiera anche da questo punto di vista sempre al top.

 

Dei premiati nelle varie categorie di Piante e Animali Perduti 2017 si è già detto.

A questo punto è giusto mettere in evidenza le novità che hanno riscosso il maggior plauso.

 

Tra queste la pigiatura dell’uva all’antica in piazza Repubblica che ha coinvolto sia sabato che domenica un bel pubblico, entrato nel vivo della prima fase della trasformazione dell’uva in mosto e che ha potuto ammirare splendide ragazze in costume tradizionale nel lavoro sui grappoli. Senza stancarsi, sono riuscite nell’intento di “pestare” alcuni quintali d’uva ogni volta e produrre nettare rosato, poi offerto in assaggio ai visitatori. E’ stata l’occasione preziosa per apprezzare un sapore del tutto sconosciuto alla maggior parte delle persone. Il risultato è stato sia visi sorridenti, anche sorpresi che palati felici, bambini inclusi.

Il tutto è avvenuto nella cornice dei vecchi attrezzi del mestiere del vino, portati ed esposti a cura del Museo della Civiltà contadina di Novellara. La stessa navàsa, una sorta di navicella per la pigiatura, proviene dallo stesso museo ed è stata sistemata per l’occasione ritornando alla vita lavorativa che l’aveva contraddistinta fino a diversi decenni addietro.

Un grazie a Marino Alessandri per l’organizzazione, ad Amilcare Alberici per l’uva appena raccolta, ai due “ragazzi di servizio” Giorgio Caramaschi e Achille Scaravelli e soprattutto alle bellezze che hanno dato prova di resistenza e di leggiadria: Mariachiara Torelli, Laura Sacchi e Valentina Boanini. Tutti hanno meritato gli abbondanti applausi.

Domenica i visitatori hanno visto in diretta la lunga cottura del mosto a cura della Confraternita dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia con una nutrita rappresentanza di soci molto operativi. L’operazione è riuscita perfettamente sotto l’occhio vigile del sindaco Camilla Verona che ha voluto presenziare per un saluto. Grazie a tutti e ad Avio Zecchetti per il lavoro di coordinamento.

Due i concorsi: Mustum Ardens e il Palio di San Lucio.

Nel primo hanno concorso le migliori mostarde della zona ma anche provenienti da molto lontano.

Ecco la classifica:

PRIMO CORGHI di Gualtieri

anguria bianca

SABINA PONTIROLI di Guastalla

pere e pistacchi

3° ex equo           

CHIARA VALENTI di Parma

frutti antichi

EMILIANO BEDOGNA di Guastalla

ciliege

CARRA LEONARDO di Serravalle a Po (Mn)

pere e fragole

 

Premiazione della Latteria di San Girolamo – foto di Fausto Franzosi

 

Per il palio di San Lucio, il protettore dei casari, vari i partecipanti ma l’ha spuntata col primo premio la Latteria di San Girolamo di Guastalla. Una speciale commissione di esperti ha analizzato la pasta delle forme di Parmigiano Reggiano appena tagliato per l’occasione studiandone con meticolosità il sapore ma anche il colore, la granulosità, l’uniformità assieme ad altri valori tecnici. Ottima la qualità presente in concorso.

Tanti premiati anche per Green Selfie, il contest dedicato agli autoscatti con piante e fiori che ha coinvolto il pubblico di Facebook.

I Ristoranti, sempre pieni e ricchi di proposte, hanno dato il massimo compatibilmente con l’afflusso decisamente importante. La qualità dei piatti è stata di primo livello per una manifestazione popolare all’aperto e particolare attenzione hanno meritato i piatti della tradizione emiliana della Bassa Reggiana e in particolare i tortelli di Guastalla, una sorpresa per molti.

 

Articolo di Daniele Daolio, foto di Daniele Daolio e Fausto Franzosi