Salice addio: la «strage» silenziosa del Salix alba
Ci sono alberi che fanno parte di un paesaggio al punto da sembrare eterni. Alberi che abbiamo sempre visto lungo i corsi d’acqua, nelle golene, ai margini dei campi, e che finiscono per diventare parte della memoria di un territorio.
È il caso del salice bianco, Salix alba, una presenza caratteristica del paesaggio fluviale e agricolo della nostra pianura, oggi alle prese con una crisi che rischia di cambiarne per sempre il volto.
Per questo Piante e Animali Perduti 2026, nella sua XXIX edizione, dedica un appuntamento a una delle emergenze ambientali più silenziose e meno conosciute del nostro territorio: “Salice addio – Salix alba: una strage silenziosa senza precedenti”, in programma giovedì 24 settembre alle ore 20.45, nella Sala dell’Antico Portico di Palazzo Ducale a Guastalla.
L’incontro è a cura della Cooperativa Eden e nasce dalla volontà di fare il punto sulla situazione dei salici, sulle cause della loro progressiva scomparsa e soprattutto sulle conoscenze e sulle strategie che possono contribuire a rallentare il fenomeno.
Un paesaggio che rischia di scomparire
Il salice bianco è da sempre legato all’acqua: cresce lungo i fiumi, nei terreni umidi e nelle golene, accompagnando il corso dei nostri paesaggi fluviali con le sue grandi chiome e i tronchi spesso imponenti.
Oggi, però, migliaia di questi alberi sono ormai morti o destinati a morire.
Quelli che un tempo venivano osservati soprattutto come casi di “morìa dei salici” sono diventati un fenomeno molto più esteso e preoccupante. I grandi alberi adulti, secondo le informazioni raccolte dagli esperti che interverranno durante la serata, sono ormai in molti casi destinati a soccombere nel giro di due o tre anni.
Gli scheletri dei salici rinsecchiti sono sempre più numerosi nelle golene e la presenza della malattia non riguarda soltanto gli ambienti maggiormente interessati dal fenomeno: sono stati colpiti anche esemplari isolati.
Una situazione che rende ancora più urgente comprendere cosa sta accadendo.
Conoscere per provare a fermare il fenomeno
La conoscenza delle cause e dei meccanismi della malattia non è ancora completa, ma esistono già alcuni punti fermi che possono aiutare a rallentare il decorso e limitare la diffusione.
È proprio dalla necessità di condividere queste conoscenze che nasce l’incontro di Guastalla.
A confrontarsi saranno esperti e rappresentanti delle istituzioni, con l’obiettivo di mettere in comune esperienze, osservazioni e strategie. Un’occasione per comprendere meglio una problematica che riguarda non soltanto la salute dei singoli alberi, ma anche la biodiversità e l’identità del paesaggio fluviale.
La serata sarà introdotta da Emilio Maestri, presidente della Cooperativa Eden, e vedrà la partecipazione del dott. Paolo Dallasta, Sindaco della Città di Guastalla, e dell’arch. Chiara Lanzoni, Assessore all’Edilizia, Urbanistica, Ambiente e paesaggio agricolo e fluviale.
A portare il contributo tecnico saranno il dott. Luca Casoli, Direttore dei Consorzi Fitosanitari di Parma, Reggio Emilia e Modena, e il dott. Anselmo Montermini, fitopatologo e membro della Società Agraria di Reggio Emilia.
Il loro contributo permetterà di approfondire lo stato attuale della situazione e, soprattutto, le possibilità di intervento. Dalle conoscenze maturate sul campo alle strategie di lotta biologica, l’esperienza degli esperti rappresenta uno strumento fondamentale per affrontare un fenomeno ancora in parte da comprendere.
Il dott. Montermini porterà inoltre l’esperienza maturata nella lotta biologica contro altri insetti che hanno interessato il nostro territorio, come Ifantria cunea e Metcalfa pruinosa, mentre il dott. Casoli condividerà le conoscenze sviluppate nell’attività dei Consorzi fitosanitari.