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Piante e Animali Perduti a Guastalla (RE)

L’imperfetto presente: paesaggi urbani patrimoniali residuali condivisi

Una città non è fatta soltanto dei suoi monumenti più conosciuti. È fatta anche di cortili, giardini, chiostri, edifici trasformati, spazi rimasti ai margini e luoghi che il tempo ha modificato senza cancellarne completamente la memoria.

È proprio a partire da questi paesaggi che nasce “L’imperfetto presente”, un appuntamento speciale della XXIX edizione di Piante e Animali Perduti, in programma sabato 26 settembre a Guastalla.

Un percorso tra storia, architettura, paesaggio e comunità, organizzato dall’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Reggio Emilia, per riscoprire un luogo esemplificativo del centro storico di Guastalla: l’ex convento delle Agostiniane.

Non una semplice visita, ma un’occasione per osservare la città con uno sguardo diverso e interrogarsi su ciò che resta, su ciò che cambia e su come gli spazi del passato possano tornare a essere parte della vita della comunità.

Una città da leggere oltre i suoi monumenti

Guastalla conserva ancora oggi le tracce del suo importante passato rinascimentale. Il suo centro storico, con l’impianto urbano e gli edifici che lo caratterizzano, racconta una storia fatta di trasformazioni, stratificazioni e utilizzi diversi nel corso dei secoli.

Ma il patrimonio di una città non coincide soltanto con ciò che è stato perfettamente conservato.

Esistono luoghi residuali, spazi che hanno perso la funzione originaria o che sono rimasti sospesi tra passato e presente. Sono luoghi imperfetti, talvolta poco conosciuti, ma proprio per questo capaci di raccontare molto della storia di una comunità.

L’ex convento delle Agostiniane è uno di questi luoghi.

Attraverso la sua architettura, il chiostro e gli spazi interni sarà possibile osservare da vicino come il patrimonio urbano possa essere letto non come qualcosa di immobile, ma come una presenza viva, continuamente reinterpretata.

Dalla passeggiata alla scoperta dell’ex convento

L’appuntamento prenderà il via alle 17.00 in piazza Mazzini, sotto il Voltone di via IV Novembre.

Da qui partirà una passeggiata guidata alla scoperta dell’impianto rinascimentale della città, accompagnata da Fiorello Tagliavini, Assessore alla Cultura del Comune di Guastalla, che permetterà di leggere il centro storico attraverso le sue forme, le sue geometrie e le tracce lasciate dalla storia.

Alle 17.20 il percorso raggiungerà l’ex convento delle Agostiniane, dove sarà possibile visitare il chiostro insieme all’arch. Chiara Lanzoni, Vicesindaco del Comune di Guastalla e Presidente Osservatorio del Paesaggio Bassa Reggiana, e all’arch. Elisabetta Cavazza.

Un luogo raccolto, nel cuore del tessuto urbano, che diventerà il punto di partenza per una riflessione più ampia sul rapporto tra architettura, paesaggio e comunità.

Alle 17.40, Fiorello Tagliavini accompagnerà i partecipanti nella visita guidata al complesso interno, al primo piano, approfondendo la storia e le caratteristiche di questo patrimonio ancora oggi capace di suscitare curiosità e domande.

La visita lascerà poi spazio al confronto.

Alle 18.20, nel cortile laterale dell’ex convento, si terrà una tavola rotonda dedicata ai paesaggi urbani patrimoniali residuali e al loro possibile ruolo nella città contemporanea.

Interverranno Paolo Dallasta, Sindaco di Guastalla, Chiara Lanzoni, Vicesindaco di Guastalla e Presidente dell’Osservatorio del Paesaggio Bassa Reggiana, Roberta Riccò, Direttrice del Distretto Sanitario di Guastalla, e Andrea Rinaldi, Presidente dell’Ordine degli Architetti PPC di Reggio Emilia.

Un confronto tra competenze e punti di vista differenti, che metterà al centro una domanda importante: come possiamo prenderci cura dei luoghi che abbiamo ereditato e restituirli alla comunità, anche quando non sono perfetti o non hanno più la funzione per cui sono nati?

Perché il patrimonio non è soltanto ciò che si conserva, ma anche ciò che si riesce a riportare dentro una relazione con il presente. Il titolo dell’incontro, “L’imperfetto presente”, racconta proprio questa condizione: quella di luoghi che appartengono al passato ma che continuano a esistere nel presente, in una forma diversa, incompleta, talvolta ancora da immaginare.