A Piante e Animali Perduti 2024 si parla anche di storia. A Guastalla domenica 29 settembre alle ore 17 presso la stupenda esedra nel cortile di palazzo Benatti (via Catelani) interverrà GianCarlo Malacarne, notissimo studioso di molteplici aspetti della vita dei secoli passati, dalle vicende della nobile famiglia Gonzaga, al loro sfarzo di corte, alla vita quotidiana dei personaggi dell’epoca, al ventaglio di tradizioni del passato, ai piaceri della tavola. E non sarebbe finita qui perché Malacarne è autore di un numero tale di libri che ci si potrebbe ricavare un’enciclopedia.

A Guastalla parlerà prima di tutto di cani, cavalli e falchi ovvero dei tre animali preferiti dai Gonzaga ma anche dagli esponenti di molte altre casate rinascimentali.

Cani, cavalli e falchi

Il tema è nuovo, poco sviluppato negli studi storici e l’autore sa tracciare una storia del rapporto tra nobili e questi animali attenendosi rigorosamente ai documenti da lui consultati e studiati in molti anni di lavoro. Già perché è poco noto che i Gonzaga avessero per cani, cavalli e falchi una vera e propria ossessione. Dei primi possiamo osservare splendidi esemplari nella cosiddetta “Camera degli sposi” di Andrea Mantegna del castello di S. Giorgio in Mantova, parte integrante del complesso di Palazzo Ducale. Ma ci sarà spazio anche per altri cani meno noti che a quel tempo l’amore dei proprietari ci ha tramandato memoria grazie a lapidi a ricordo degli animali, lapidi ancora oggi visibili a Mantova e a Volta Mantovana. In quest’ultima sede, nel palazzo dei Gonzaga, campeggia un marmo con la scritta:

VISSER VIVE QVEST’OSSA AMICHE AL COCO

CHE FORMAVAN D’VN CAN IL CORPO GRASSO

MORIRON POI NELLA CVCINA AL FOCO

E ‘L NOME TAMPELLON STA IN QVESTO SASSO

A perpetua memoria del grasso cane di corte che, accudito dal cuoco, era chiamato “Tampellone” che in mantovano sta a significare “rompiscatole”.

E dei cavalli ne vogliamo parlare? Qui la passione è testimoniata anche da palazzo Te a Mantova dove una sala delle più famose è dedicata proprio a loro con la rappresentazione pittorica dei migliori esemplari delle scuderie gonzaghesche. Ma, a parte gli esempi più noti che l’arte ci ha regalato, Malacarne entrerà in una serie di particolari ed episodi assolutamente inediti.

Lo stesso vale per i falchi, allevati sia per la loro selvatica bellezza che per le doti di cacciatori da far volare nelle campagne della pianura, così come è avvenuto anche a Guastalla durante alcune edizioni di Piante e Animali Perduti.

Piccoli zoo nelle corti

E degli animali “curiosi” nelle corti ne vogliamo parlare? Ebbene sì, i Gonzaga erano tra i nobili che amavano tenere veri e propri giardini zoologici privati con i quali far meravigliare gli ospiti con specie come, solo per fare alcuni esempi, rinoceronti, struzzi, manguste e il “gatto mammone” di cui Malacarne ci rivelerà finalmente aver intuito cosa fosse in realtà dopo lunghe ricerche.

Gli animali problematici

Ma lo studioso non si ferma qui, la sua volontà è quella di affrontare un tema quasi sconosciuto e certamente complesso: gli animali “negativi” e tra questi elenca il lupo e la cavalletta. Del primo racconta episodi di vita vissuta fino a non troppo tempo fa in cui questo splendido animale era temuto e cacciato perché il suo rapporto con l’uomo era nefasto. Malacarne riporterà notizie di fatti realmente accaduti tratti da documenti dal tardo medioevo fino a un paio di secoli fa. Documenti che non anticipo ma che l’autore renderà evidenti calandoli nella realtà del tempo quando i lupi erano tanti, in branchi e, un po’ come oggi stanno iniziando a fare, si avvicinavano alle abitazioni.

Della cavalletta e dei disastri compiuti ai danni delle comunità rurali siamo a conoscenza per gli esempi biblici. Ma accadeva anche da noi ed è interessante conoscere come le autorità locali cercassero di intervenire per ridurre il flagello e le sue conseguenze sulla povera gente.

Il lupo mannaro?

Credo di aver incuriosito abbastanza ma il pezzo forte dell’incontro con GianCarlo Malacarne sarà dedicato al lupo mannaro. Sì proprio lui, un animale della fantasia popolare. Ma siamo sicuri che sia solo fantasia? Chi parteciperà all’incontro avrà una rivelazione davvero inaspettata: da non credere!

Come sempre è indispensabile controllare il programma definitivo di Piante e Animali Perduti per possibili cambi di sede e orario.

Importante: per questo evento è gradita la prenotazione (i posti sono limitati) all’ufficio UIT chiamando lo 0522/839763.